HBU Consiglia

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Spesso si va in confusione quando si vuol rimettere a nuovo un oggetto in legno, non sappiamo quale prodotto utilizzare per le nostre esigenze. Anzitutto è necessario capire se vogliamo continuare a vedere la venatura naturale del legno; in questo caso dovremo usare un prodotto che andrà ad impregnare il legno stesso. Infatti, l’impregnante è una tipologia di vernice che non andrà a creare alcun film coprente sul legno ma che andrà in penetrazione al legno stesso senza creare alcun tipo di coating, e che svolgerà solamente un’azione colorante sull’oggetto trattato. In realtà, oltre all’azione che riguarda l’aspetto visivo, l’impregnante svolge un’importantissima azione protettiva.

 

Con i nostri impregnanti possono essere trattati innumerevoli manufatti in legno.

All’esterno: portoni d’ingresso e di box, cancelli, balaustre, scale, pergolati, mobili da giardino, palizzate, persiane e serramenti, rivestimenti esterni, ecc.

All’interno: soffitti e perlinature, scale, restauro di pezzi antichi, mobili, ecc.

 

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Se vogliamo riportare il nostro legno al suo stato naturale, tutti gli strati di prodotto eventualmente già applicati in passato devono essere rimossi da un’accurata carteggiatura; strati di vernici precedenti potrebbero rendere impermeabile la superficie vanificando l’assorbimento dell’impregnante. Per ottenere un buon risultato bisogna rimuovere qualsiasi materiale residuo. Pulire accuratamente la superficie per togliere polvere, grassi e cere. Per levigare il legno preferite la carta vetrata alla paglietta di ferro i cui residui possono depositarsi nelle fibre e arrugginire con l’umidità, macchiando così il legno. Se il manufatto è verniciato procedete con una sverniciatura chimica o termica e quindi levigate. Controllate l’umidità del legno che non deve superare il 20-25% per non pregiudicare il buon assorbimento degli strati più interni. Per questa operazione esistono in commercio dei piccoli tester specifici per la rilevazione dell’umidità della legna. Nel caso il tasso di umidità fosse troppo alto è bene lasciare per un paio di settimane il manufatto da trattare con l’impregnate in un luogo asciutto.

Una volta levigato per bene il legno, non ci rimane che passare il nostro impregnante su tutta la superficie in maniera omogenea, avendo cura di non lasciare accumuli di prodotto. In base alle nostre preferenze, per la stesura possiamo utilizzare il classico pennello ma in alternativa anche una spugnetta che fa ben penetrare il prodotto; il rullo ha un’azione leggermente più superficiale. Mescolare bene l’impregnante sia prima che durante l’applicazione che può avvenire a pennello, a spruzzo o per immersione. Il pennello deve essere piatto (pennellessa) e la mano va data nel senso della fibra. L’operazione va eseguita preferibilmente in orizzontale.

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A questo punto abbiamo tutte le nozioni per fare un bel lavoro, ma vogliamo approfondire alcune domande che spesso ci si pone quando si affronta un lavoro di impregnatura.

 

Posso utilizzare l’impregnante per legno che si trova all’esterno?

SI – L’impregnante ha anche una funzione protettiva sul legno stesso, in commercio ce ne sono tantissimi tipi ed in base all’utilizzo che se ne farà è bene sceglierlo con cura. Alcune funzioni principali che può avere sono l’antitarlo, l’anti azzurrante e, importantissima, che rende le superfici trattate impermeabili. In applicazioni esterne molto spesso è utile applicare una mano di protettivo trasparente al fine di rendere più longevo il prodotto e per dare anche una resistenza meccanica alle superfici trattate.

 

L’impregnante bianco esiste?

SI – Tuttavia, il risultato finale della colorazione del legno è fortemente influenzata dal tono del legno stesso; questo vuol dire che se intendiamo applicare un’impregnante bianco su di un legno di noce, questo non avrà mai un bianco candido in quanto la dominante “noce” tenderà sempre ad imbrunire il colore, rispetto invece ad un’applicazione su un legno di abete.

 

Impregnante all’acqua o a solvente?

L’utilizzo dei prodotti a base solvente è particolarmente consigliato per uso esterno ma anche il risultato dei nostri impregnanti ad acqua in esterno sono di assoluto valore.

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L’impregnante può essere applicato a spruzzo?

Mentre con il pennello o la spugna aiutiamo meccanicamente l’impregnante ad andare in profondità nel legno, alcuni applicatori affermano che preferiscono dare maggiore protezione nello strato superficiale poiché è lì che il legno si rovina maggiormente,  quindi dando una protezione superficiale più consistente riusciamo a preservare meglio il supporto. Proprio per questo motivo, si sta intensificando l’applicazione dell’impregnante a spruzzo anche perché, con le pistole spruzzatrici HVLP, il tutto risulta semplicissimo e alla portata di tutti. Ci sono 2 accortezze da avere quando si applica l’impregnante a spruzzo: verniciare in completa assenza di vento; avere cura nel coprire oggetti circostanti.

 

Cos’è l’impregnante cerato?

Impregnante e finitura in un solo prodotto, ecco cos’è. L’impregnante cerato ha una viscosità maggiore, è più denso. Questo comporterà una parziale copertura della venatura del legno, quindi se il nostro obiettivo è sempre quello di lasciare il più naturale possibile il nostro oggetto, questo prodotto potrebbe compromettere in parte il risultato finale. Ha a suo vantaggio il fatto di ultimare il lavoro con l’utilizzo di un solo prodotto, rendendo inattaccabili per lungo tempo le superfici trattate in quanto le rende IDROREPELLENTI ALL’ACQUA.

 

Mordente o impregnante?

Non facciamo confusione, il mordente ha solo il compito di tingere, NON protegge nulla! Quindi è bene usarlo solo ed esclusivamente in interno e per oggetti non esposti ad alcun tipo di usura.

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Quante mani di impregnante bisogna applicare?

Consigliamo almeno 2 applicazioni di impregnante, ma solo a scopo indicativo. Più passate si fanno e maggiore sarà la protezione ma, spesso, bisogna capire al momento cosa fare in quanto il colore definitivo è fortemente influenzato da quanto prodotto applichiamo, più prodotto equivale ad una maggiore intensità del tono scelto. Se si tratta di legni non ancora in opera (per esempio una perlinatura) è preferibile dare almeno la prima mano alle parti non assemblate, avendo cura del lato nascosto e in particolare delle teste, facilmente attaccabili dagli agenti biologici. Ciò impedisce che il legno, essiccandosi e ritirandosi, metta allo scoperto le zone trattate. Le parti che necessitano di una maggiore protezione, come per esempio la testa di una trave da inserire in un muro, la punta di un palo che deve essere conficcato nel terreno, o il gocciolatoio di un serramento, daranno un migliore risultato se trattate con il metodo dell’immersione. I legni più duri delle latifoglie (faggio, quercia, frassino, ecc.) richiedono più mani, normalmente tre. Per legni più assorbenti come quelli delle aghifoglie (pino, abete, ecc.) può essere sufficiente anche una sola mano. I legni esotici e resinosi richiedono un lavaggio preliminare con diluente (nitro o essenza di trementina). Per i legni ingrigiti dal tempo (sole e intemperie) si consigliano le tonalità più scure, così come per i manufatti e i rivestimenti esterni.

CONSIGLIATO:

La prima mano è bene che sia incolore, anche se il risultato finale che si vuole ottenere sarà colorato: questa precauzione impedisce il formarsi di antiestetiche chiazze dovute al possibile diverso assorbimento del legno.

La seconda mano, che potrà essere incolore oppure colorata, dovrà essere data dopo 24 ore e, poco dopo (10-15 minuti) si ripassa con un pennello asciutto o con un tampone per rendere la superficie più uniforme.

Una terza mano può essere data dopo 4 settimane.

 

E' necessario applicare una finitura sull’impregnante?

Non è necessario ma bisogna capire dove andrà a finire l’oggetto trattato. Infatti, se si tratta di esterni esposti alle intemperie, l’applicazione di una finitura si rende quasi necessaria; se invece si parla di interni o di zone esterne poco esposte anche solo l’impregnante può andare più che bene. Anche in questo caso, però, l’occhio vuole la sua parte: se intendiamo rendere lucida la superficie trattata applicheremo di sicuro una finitura lucida (ad esempio un 70 gloss o un satinato 50 gloss).

 

E' possibile ottenere qualsiasi tipo di colore?

In linea di massima si, tuttavia anche se riusciamo a colorare a tintometro l’impregnante non riusciamo ad avere una gamma molto ampia, tutto questo dettato dal fatto che comunque non sono dei prodotti coprenti ma vanno in assorbimento e debbono far mantenere un aspetto naturale al supporto trattato. Volendo ottenere toni particolari di colore è consigliabile verificarli su campioncini di legno, compiendo l’intero ciclo di applicazione. Per ottenere un tono chiaro si diluisce con il prodotto incolore, mentre un tono più scuro si ottiene dando una mano in più o miscelando con un colore più scuro.

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